martedì, aprile 11, 2006
Avete votato bene? Scopritelo...
lunedì, aprile 10, 2006
Exit poll. Ore 15
Forza Italia:20-23%; Alleanza Nazionale:10.5-12.5%, Lega nord:3-5%; UDC:5-7%; Nuova DC-Nuovo PSI:0-2%; Alternativa Sociale:0-1.5%; Altri:0.5-2.5%
Totale Casa delle Libertà:45-49%
Ulivo:30.5-33.5%; Rifondazione Comunista:5-7%; Comunisti Italiani:1.5-3%; Verdi: 2-3%; Rosa nel pugno:2.5-4%; Italia dei Valori:2-3.5%; UDEUR:1-2.5%; Altri:1.5-3%
Totale Unione:50-54%
SENATO: Forza Italia:19.5-22.5%;Alleanza Nazionale:11-13%,Lega nord:3-5%;UDC:5-7%;Nuova DC-Nuovo PSI:0-1.5%;Alternativa Sociale:0-1.5%;Altri:1-2.5%
Totale Casa delle Libertà:45-49%
DS:17-20%;Margherita:10.5-13%;Rifondazione Comunista:5.5-7.5%;Insieme per l'Unione:4.5-6%;Rosa nel pugno:2.5-4%;Italia dei Valori:2.5-4%;UDEUR:1-2.5%,Altri:1.5-3.5%
Totale Unione:50-54%
sabato, aprile 08, 2006
venerdì, aprile 07, 2006
Chiusura della campagna elettorale
Siamo finalmente giunti al capolinea della campagna elettorale: Lunedì ci sarà il verdetto! Dico finalmente perché questa campagna elettorale è stata una delle più tese degli ultimi anni: segnata da polemiche, insulti, scontri in piazza, minacce e politici sempre più arroganti (a buon intenditor poche parole…). In passato la campagna elettorale era quasi una festa: bandiere, raduni, entusiasmi e paure… ora grazie ai nuovi protagonisti della politica Italiana si assiste quotidianamente ad un clima a dir poco incandescente contornato da mille veleni.
Gli osservatori parlano di una «distorsione apocalittica della lotta politica» (Pierluigi Battista), di una competizione elettorale «vissuta come una guerra civile simulata» (Paolo Franchi), di toni «da ultima spiaggia» (Angelo Panebianco). È vero, si è arrivati a tutto questo.
I due schieramenti hanno utilizzato strategie diverse per convincere gli elettori, strategie che per motivi di forza maggiore sono venute a convergere in più di un’occasione. Inoltre la crisi della politica tradizionale ha messo in sordina i partiti dando massimo rilievo ai leader, a forme di personalizzazione nelle quali il personaggio (e non l’ideologia) assume un rilievo fondamentale.
Personalmente ho notato un atteggiamento aggressivo della destra, il Cavaliere in prima persona ha puntato a denigrare tutti i suoi avversari rivolgendogli offese ed accuse a dir poco infantili (siamo seri…come si può dare del comunista ad un reazionario come Prodi!) che comunque hanno un certo ascendente su una determinata tipologia di elettore (non mi soffermo sulla descrizione di quest’ultimo soggetto, chi sà capisca…), posso tranquillamente definire la campagna elettorale del centro destra di stampo populistico.
L’ Ulivo invece, da buona coalizione d’opposizione, ha puntato il dito sugli errori della destra nel precedente governo (crisi economica in primis) , costruendo la propria campagna elettorale sul tentativo di convincere l'elettore medio che è meglio avere un Professore serio che un Cavaliere impulsivo; politologi esperti definiscono questa strategia di stile “reganiano”: uno stile in cui i toni sono abbastanza pacati e il futuro appare roseo, felice e pieno d’ottimismo.
Sicuramente i due faccia a faccia fra i leder hanno fatto crollare un mito, quello del Berlusconi grande oratore, non metto in dubbio che il Cavaliere sappia parlare in maniera discreta, ma proclamarlo degno erede di Cicerone mi sembra obbiettivamente irrealistico. Sotto gli occhi di tutti è stato evidente come Berlusconi eludeva continuamente domande dei giornalisti (e anche di Prodi), rispondendo a slogan ed insulti; dall’altro campo Prodi non ha brillato, sicuramente ha risposto in maniera seria ed esaustiva a tutti i quesiti, argomentando il tutto in maniera ottimale, purtroppo non è riuscito a tirare fuori la stoffa del politico, secondo me è stato “troppo buono”, in una società segnata dell’arrivismo e dall’importanza dell’apparire un eccessivo buonismo non paga.
Una cosa è sicura…la crisi economica Italiana è galoppante (e credo irreversibile) chi governerà i prossimi cinque anni avrà seri problemi…
Come avete notato il nostro blog ha voluto dare un contributo nella maniera più obbiettiva possibile, facendo vari post sui principali schieramenti candidati alle prossime elezioni, ci scusiamo con gli elettori se abbiamo tralasciato qualcosa; il nostro messaggio ed obiettivo è stato quello di far avvicinare il più possibile il lettore alla politica, per far comprendere che la politica non sempre è un incontro di boxe, una gara d’insulti e tantomeno la politica non è Prodi, Berlusconi, D’Alema e Fini, la politica siamo tutti Noi, che con il nostro impegno possiamo, non dico modificare, ma influenzare pesantemente la società.
Ah dimenticavo... la nostra campagna elettorale è così sentita che intervengono attivamente anche gli altri Stati: il 23/03/2006 un certo signor Camillo Ruini (cittadino della Città del Vaticano) ha invitato tutti gli elettori a votare per i valori…chiesa, famiglia, vita, matrimonio..
BUON VOTO A TUTTI!
La margherita
Una lista denominata
Attualmente rappresenta la fusione dei Rutelliani con i popolari.
Nella Carta dei valori della Margherita si legge:
"Democrazia e libertà" ...I DLM non nascondono l’ambizione di ideare e praticare un riformismo declinato al futuro, affidato al protagonismo di persone, famiglie, associazioni, imprese, cioè dei soggetti che abitano la società civile, al riparo da derive stataliste e dirigiste. ...In definitiva, una democrazia più ricca e un riformismo più moderno, perché affidati meno allo Stato e ai partiti e più agli attori sociali; o comunque affidati a partiti e istituzioni raccordati a una società civile fattasi adulta... Libertà chiama democrazia non solo nella sua accezione politica, ma anche in quella sociale. Essa prescrive concrete politiche mirate all'uguaglianza e all'estensione delle opportunità. Nel segno della solidarietà e, insieme, della responsabilità... La democrazia, infatti, non è un modello, un progetto definito di società, ma è il modo più umano fin qui prodotto dalla storia in cui il potere, necessario in tutte le società, può concorrere alla liberazione dell’uomo. Il contributo della politica alla liberazione è limitato, non esclusivo, né totalizzante; è altro e distinto da quello delle formazioni primarie come la famiglia e la comunità, dell’economia, della scienza, della religione ed in generale di ogni funzione o sfera sociale, ciascuna delle quali a sua volta può assumere assetti che più o meno concorrono (o non concorrono affatto) alla liberazione in una società avanzata. Concorrono alla liberazione il mercato concorrenziale invece del monopolio, la scienza fallibile invece della ideologia, il regime familiare di pari responsabilità e diritti invece delle gerarchie di sottomissione personale della donna, la religione come scelta di fede personale e libera anziché il fondamentalismo... Quello della =legalità= è un altro principio-valore cardine per “Democrazia è Libertà”... Tra i punti qualificanti dell'agenda politica di “Democrazia è Libertà” sta dunque un impegno fattivo e concorde per la giustizia, nel segno di una legalità forte, equilibrata, serena.
Laicità, fede religiosa e democrazia Una democrazia che si identifica con la libertà comporta la "riduzione della politica allo stato laicale". Le esperienze democratiche più avanzate si sono storicamente avvalse del contributo delle fedi religiose, quando si è creato un ambiente socio-culturale in cui è stato possibile effettivamente conciliare spirito religioso e spirito di libertà. Queste stesse esperienze mostrano come sia necessario annoverare, tra le fedi capaci di sostenere la dinamica democratica, tradizioni di pensiero laico e pragmatico che si sono sviluppate storicamente in rapporto con la tradizione culturale e spirituale giudeo-cristiana. Queste esperienze si oppongono sia alle degenerazioni ateo-assolutistiche che a quelle integristico-fondamentaliste. “Democrazia è Libertà” scommette sulla valorizzazione del rapporto fra credenti e non credenti nel solco del superamento degli "storici steccati". Tocca ai non credenti riconoscere che l'esperienza religiosa, lungi dall'essere un residuato storico destinato all'estinzione, può rappresentare un fermento che vivifica la vita democratica; tocca ai credenti riconoscere che le convinzioni religiose non possono essere imposte per legge a chi non le condivida e i valori che scaturiscono da una visione religiosa possono sì ispirare l'azione politica e legislativa, ma restano pur sempre distinti dall'ordinamento giuridico: la cornice delle norme deve rispettare il pluralismo delle convinzioni individuali.
Questo post è il frutto di un progetto di generica esposizone dei partiti delle politiche del 2006 esposto in http://gemsmiderland.blogspot.com/2006/03/guida-ai-partiti-delle-politiche-2006.htm
giovedì, aprile 06, 2006
Lega Nord
In occasione delle elezioni politiche del marzo 1994, quando ancora il Paese vive una situazione di transizione dal sistema della Prima Repubblica a quello del bipolarismo, la Lega scende in campo accanto all'imprenditore Silvio Berlusconi che entra in politica fondando il movimento di Forza Italia e organizzando in breve tempo una coalizione di centrodestra. Berlusconi guida due diversi schieramenti, vista la reciproca disaccettazione fra la Lega e la nascente Alleanza Nazionale (reduce del Movimento Sociale Italiano): al nord Forza Italia, CCD e Lega si presentano col simbolo di "Polo delle Libertà", mentre al sud c'è il "Polo del Buon Governo" con AN e senza la Lega.Nel '94, pur con un leggero calo percentuale con l'8,4% dei voti alla Camera, i parlamentari salgono a 180 grazie alla presenza di candidati leghisti nei collegi uninominali come rappresentanti di tutta la coalizione. La Lega diviene il più grande raggruppamento parlamentare.
In vista delle elezioni politiche del 2006, la Lega, per la prima volta, si apre anche alle energie provenienti dal Sud Italia, stipulando un accordo con il Movimento per l'Autonomia guidato da Raffaele Lombardo, eurodeputato eletto nelle file dell'Udc e proveniente dalla corrente di pensiero di Calogero Mannino. L'MPA è un movimento composto da esponenti politici proveniente in maggior parte dalla ex Democrazia Cristiana del Sud che ha il suo radicamento in Sicilia e che sostiene politiche in favore del Mezzogiorno come la costruzione del Ponte di Messina, e sostiene di condividere con la Lega il fattore dell'autonomismo regionale. L'MPA contesta però un federalismo fiscale a favore esclusivo delle Regioni. L'obiettivo dei due partiti alleati è quello di "porre fine alla conflittualità tra autonomia e federalismo" e "trasformare i conflitti in sinergie e collaborazione tra Nord e Sud del Paese".
Questo post è il frutto di un progetto di generica esposizone dei partiti delle politiche del 2006 esposto in http://gemsmiderland.blogspot.com/2006/03/guida-ai-partiti-delle-politiche-2006.html
martedì, aprile 04, 2006
Berlusconi coglione sarai te...!
Oggi in diretta Tv mi sono sentito dare del coglione dal nostro Presidente dal Consiglio...insieme a me milioni di Italiani; questo non vuole essere un blog di propaganda elettorale, ma solo un libero pensatoio in rete, però quando è troppo e troppo. Non potetendo rispondere in faccia al Cavaliere lo dico qui, a caratteri cubitali: BERLUSCONI COGLIONE SARAI TE!
Il premier in questi gorni si sta comportando sempre più da checca isterica, assistiamo quotidianamente a sparate, più che propanga elettorale un comizio o un dibattito del premier mi sembrano una televendita di Roberto Carlino o Wanna Marchi, qualche mese fa un nostro post veniva pesantemente attacato per aver affermato la seguente frase: "Proprio colui che ha la maggior parte dell’elettorato composto da vecchi rincoglioniti, massaie ignoranti che tra una telenovela e l’altra sorbiscono il Tg4 che i seguaci di Berlusconi sono nella maggior parte composti da casalinghe ignoranti del sud.." beh dopo quest'ultima sparata solo uno stolto può darci torto...
P.S. Questo post non vuole essere offensivo nei confronti di nessuno, rispondo in maniera simpatica all'attacco di Berlusconi (anche lui ha sostenuto di aver detto questa parola in maniera simpatica); inoltre rispetto profondamente le massaie e le casalinghe del sud....
Comunisti Italiani
Il Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) è un partito politico fondato l'11ottobre 1998, in seguito a una divisione interna a Rifondazione Comunista, da parte di quei parlamentari che intendevano confermare l'appoggio al Governo Prodi dissociandosi dalla linea del segretario Fausto Bertinotti che aveva deciso di votare la sfiducia all'esecutivo di centrosinistra.
Attualmente, il Partito dei Comunisti Italiani fa parte della coalizione del centrosinistra italiano, denominata L'Unione. Il segretario nazionale è Oliviero Diliberto; il presidente è Armando Cossutta.
Il Partito dei Comunisti Italiani fa richiamo esplicitamente al marxismo e agli sviluppi della sua cultura, soprattutto nella sua declinazione italiana (Gramsci, Togliatti, Berlinguer). Ha come obiettivo storico il superamento del capitalismo e la trasformazione socialista della società, intesa come la nazionalizzazione dei settori chiave dell'economia con il fine di creare una economia di Stato con produzione e distribuzione pianificate dal governo.
Il suo settimanale politico è la Rinascita della Sinistra (che già nel logo richiama a La Rinascita fondata da Togliatti).
Sua organizzazione giovanile è la Federazione Giovanile Comunisti Italiani (FGCI).
In occasione delle elezioni politiche del 1996, Rifondazione stipula con la coalizione di centrosinistra (l'Ulivo) guidata da Romano Prodi un "patto di desistenza", in base al quale nei collegi dove si presentava l'Ulivo, Rifondazione non candidava nessuno e viceversa.
Quelle consultazioni si risolsero in un successo tanto per l'Ulivo, quanto per il PRC che così toccava il suo massimo storico, e sancivano l'impossibilità di una maggioranza alla camera dei Deputati senza un accordo fra le due forze. Il Prc non entra nel Governo Prodi, ma ne appoggia la formazione in nome dell'"autonomia dei comunisti e l’unità con le forze della sinistra", come sancirà il III Congresso del PRC (dicembre 1996).
Tuttavia, nell'autunno 1997, il PRC mette in discussione la fiducia al governo, alla luce di un irrigidirsi dei rapporti tra Ulivo e PRC. Un buon pezzo di Rifondazione spinge per la ricomposizione e si giunge a un nuovo accordo fra comunisti e centrosinistra. Ma l'autunno '97 mette in luce come sia difficile la convivenza tra la fazione vicina al segretario Fausto Bertinotti e quella vicina al presidente Armando Cossutta. A 7 anni dalla nascita del PRC, inizia a farsi rovente la convivenza, tra molti dei quali venivano dal vecchio PCI di Palmiro Togliatti ed Enrico Berlinguer, e chi veniva dalla cosiddetta "nuova sinistra" e dal socialismo radicale (DP, PSIUP, ecc...), più favorevoli a svolte movimentiste e di autonomia radicale da tutte le altre forze politiche.
Proprio quando inizia la discussione sulla legge finanziaria 1999, è evidente la rottura fra "cossuttiani" e "bertinottiani".
I provvedimenti richiesti non trovano posto nella finanziaria '99 e nella riunione del Comitato Politico Nazionale del 2-4 ottobre 1998, il grosso di Rifondazione decide di ritirare la fiducia al Governo Prodi e di passare all'opposizione. Il 5 ottobre Armando Cossutta si dimette da presidente del partito che pure aveva voluto e fondato, mentre i parlamentari comunisti respinsero a larga maggioranza la linea di rottura con le altre forze democratiche ma affermarono che si sarebbero adeguati alle decisioni del partito. Tuttavia molti iscritti al partito, riconoscendosi nella decisione del CPN, si autoconvocarono presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma per il 7 ottobre appellandosi perché non si arrivasse alla rottura con Prodi per impedire il ritorno delle destre al potere.
Così il 9 ottobre, il capogruppo comunista alla Camera, Oliviero Diliberto, annunciò durante il dibattito sulla mozione di fiducia al governo, che la maggioranza assoluta del Gruppo parlamentare avrebbe votato a favore del Governo Prodi. Bertinotti si dichiarò invece per la sfiducia. Pochi minuti dopo, il governo cadeva per un voto.
L'11 ottobre viene convocata al Cinema Metropolitan di Roma la prima manifestazione di tutti coloro che volevano dar vita alla costituente per un nuovo soggetto politico comunista e viene presentato ufficialmente il Partito dei Comunisti Italiani, che aderisce da subito all'Ulivo.
Con la nascita del PdCI, vengono ripristinati nomi e simboli del disciolto Pci, in evidente continuità con quella storia. Ciò è reso possibile perché i neonati Democratici di Sinistra non garantiscono nessun atto legale contro il partito di Cossutta. Diversamente, il PRC si oppone a un altro simbolo con falce e martello e il tribunale delibererà che il simbolo del PdCI muti il fondo bianco con un azzurro.
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Forza Italia
Forza Italia è un partito di centro-destra, membro del Partito Popolare Europeo e dell' Unione Democratica Internazionale, costituito sostanzialmente da ex-Democristiani, ex-Liberali e ex-Socialisti. L'ideologia del partito varia dal Liberismo conservatore all'economia sociale di mercato di ispirazione cattolico-liberale; il partito aspira ad essere il partito del rinnovamento e della modernizzazione.
Il preambolo allo statuto del partito dice che Forza Italia "è un partito liberale ma non elitario, anzi un partito liberaldemocratico popolare; è un partito cattolico ma non confessionale; è un partito laico, ma non intollerante o laicista; è un partito nazionale ma non centralista".
Forza Italia sostiene di essere un "partito nuovo", senza legami diretti con la cosiddetta Prima Repubblica, e allo stesso tempo di essere legittima erede delle "migliori tradizioni politiche italiane": il democristiano Alcide De Gasperi, il social-democratico Giuseppe Saragat, il liberale Luigi Einaudi e il repubblicano Ugo La Malfa sono citati nel preambolo dello statuto di Forza Italia come padri nobili a cui il partito tenta di ispirarsi.
"'Forza Italia! Associazione per il buon governo" viene costituita, presso lo studio del notaio Roveda a Milano, il 29 giugno 1993 da alcuni noti professionisti, alcuni inseriti nelle aziende controllate da Fininvest, altri comunque vicini al fondatore e proprietario di quest'ultima Silvio Berlusconi.
Il suo colore ufficiale è l'azzurro.
Da subito il partito si configura come una novità assoluta anche nelle strutture organizzative: al posto di un segretario (come negli altri partiti) vi è un presidente (Berlusconi), anziché una "direzione nazionale" vi è il "comitato di presidenza", composto da Silvio Berlusconi, Non c'è nemmeno un'"assemblea nazionale" ma l'assemblea degli associati (e iscriversi costava 100mila lire, con in omaggio l'audiocassetta con l'inno). Il movimento non ha neppure sezioni comunali e provinciali, ma solo rappresentanze regionali e la sede centrale romana che però non è la stessa che coordina i club che è sita a Milano.
Data la struttura, le origini e la presenza all'interno, in questa fase, di molti uomini di Fininvest e Pubblitalia, si parlerà da subito, soprattutto fra i detrattori, di "partito-azienda" o peggio di "partito di plastica".
Attualmente conta 167 deputati, 74 senatori e 16 deputati europei.
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lunedì, aprile 03, 2006
La strage di Ustica.
Sono passati quasi 26 anni e ancora non sappiamo cosa abbia provocato, il 27 giugno 1980, l'abbattimento del DC-9 dell'Itavia, in volo da Bologna a Palermo con 81 persone a bordo, precipitato al largo di Ustica. Le indagini non hanno potuto accertare cosa sia successo realmente, ma almeno su una cosa sono quasi tutti d’accordo: prima, durante e dopo la caduta dell'aereo di linea, intorno al DC-9 e nella zona adiacente c'è stato un intenso traffico militare, che è sempre stato negato sia dai vertici dell'Aeronautica militare italiana che dalle forze alleate.
Ventisei anni di indagini ostacolate in ogni modo dai vertici dell’Aeronautica militare: registrazioni radio scomparse, pagine di registri aeronautici strappate e sostituite, testimoni morti in maniera misteriosa…
Questo è lo scenario nel quale si è trovato ad operare chi in questi anni ha voluto fare giustizia.
Alcuni dei figli delle vittime crescendo sono diventati avvocati o ingegneri aerospaziali per dare il loro contributo alla causa della giustizia.
Recentemente sono stati assolti i generali dell’epoca perché i reati di cui erano accusati sono caduti in prescrizione, ed anche se tutti lo immaginano, forse nessuno ci dirà mai che quell’aereo è stato abbattuto da un caccia americano della sesta flotta, che in quel periodo si trovava con la portaerei “Saratoga” nel porto di Napoli.
Un bel lavoro è stato fatto da due ingegneri aerospaziali che, tramite la loro tesi di laurea, hanno ricostruito le ultime fasi di volo del DC-9: sembra che l’aereo al momento dell’esplosione, non abbia proseguito la sua parabola discendente, ma sia addirittura indietreggiato per poi distruggersi.
Solo una cosa può giustificare un comportamento fisicamente innaturale come questo, una forza così grande da interrompere ed invertire istantaneamente il moto di una massa di 35000 kg ad una velocità di 900 km/h :un missile.
Nei pressi del luogo della caduta dell’aereo sono stati ritrovati un serbatoio ausiliario (tipico degli aerei da caccia, e per di più di chiara provenienza americana) ed un caccia libico, precipitato nel sud della Calabria.
Si ipotizza che il caccia libico, per entrare inosservato nello spazio aereo, si sia messo sotto il DC-9, (perché una massa grande come un aereo di linea copre completamente la traccia radar di un piccolo aereo militare) e che questo fosse l’obiettivo del missile lanciato dall’aereo americano.
Insomma, tante cose si sono dette, ma la verità resta conservata nell’hangar della base aerea di “pratica di mare” dove si trovano i resti del velivolo, e nella memoria delle decine di persone che hanno fatto di tutto perché i colpevoli di questa strage non venissero puniti.
“Il muro di gomma” , film, 1991, regia di Marco Risi
“I-TIGI-Canto per Ustica” di Marco Paolini
“IH870 Il volo spezzato” di Amelio-Benedetti, Editori Riuniti
“I caso Ustica”, Raitre, Blu Notte-Misteri Italiani, Carlo Lucarelli
Abbiamo bisogno anche di te. Scrivi per Gem Smider Land.
La Redazione di Gem Smider Land ricorda ai lettori che se vogliono possono postare un proprio articolo semplicemente inviandolo a questo indirizzo gemsmider@libero.it. Ovviamente le proposte inviate devono rispettare i principi pluralistici, libertari, antirazzisti, antifascisti, antisessisti di questo blog. Il post verrà pubblicato firmato con lo pseudonimo che chiederete. Aspettiamo la vostra collaborazione.
Il diritto allo studio è il diritto ad un sistema ben calibrato.
Da poco ho scoperto un inquietante numero che analogamente alle otto ore che cantavano le mondine dovrebbe essere fatto provare a chi lo ha calcolato e imposto. Il numero è 5 e indica ore; le cinque ore in questione sono quelle che calcola il Ministero dell’istruzione, partendo dai 300 giorni dell’anno lavorativo, gli studenti universitari dovrebbero dedicare allo studio giornalmente. Il calcolo è presto fatto: 60 sono i CFU (crediti formativi universitari) che lo studente deve accumulare in un anno, 25 sono le ore di lavoro che lo studente deve espletare per guadagnare un CFU, quindi (25 x 60)/300 = 5 … ecco come si tirano fuori le ore giornaliere di lavoro dello studente che vengono calcolate tra lezioni frontali, seminari, e studio personale. Potrebbe, quindi, sulla guida delle nostre facoltà tranquillamente esserci scritto : “Sappi che la tua iscrizione all’università, se vuoi finire per tempo il tuo iter accademico, comporta un impegno di cinque ore al giorno variamente spese tra lezioni e studio.
Queste 5 ore giornaliere sembrano eccessive e le statistiche lo confermano. Un rapporto del Ministero dell’Istruzione afferma infatti:
“La probabilità di diventare uno studente non regolare, per un giovane iscritto all’università da un numero di anni pari alla durata legale del corso, è del 77,2% (Graf. 2.2.7); tra gli studenti dell’“ ultimo anno”, quindi, meno di uno studente su quattro concluderà gli studi entro i termini, in particolare se si tratta di iscritti nell’area giuridica, dell’insegnamento, letteraria e agraria”. statistiche disponibili a pag. 8 di http://www.miur.it/ustat/documenti/pub2005/u02.pdf
C’è da aggiungere che in queste imposte 5 ore non è calcolato il tempo del cosiddetto ripasso, ovvero la memorizzazione precedente l’esame.
La nostra idea è che nessuno che voglia essere serio può dire che può impiegare cinque ore al dì allo studio, nemmeno se queste cinque ore sono considerate come lezioni o seminari, sono semplicemente troppe. Ci viene quindi imposto un gioco fallato, le cui regole sono fatte per non essere rispettate, perché chiunque onesto di intelletto sa che attualmente non ci si può, a meno che non si faccia una vita monastica, laureare in tempo. In un sistema universitario equo dovrebbero essere eccezionali gli studenti che si laureano anzitempo, non come accade oggi che è eccezionale chi si laurea per tempo. Ciò significa che la didattica, i corsi, le lezioni, le modalità di contatto didattico vanno riformate.
domenica, aprile 02, 2006
Democratici di Sinistra
La destra li chiama in maniera dispregiativa “Comunisti”, la sinistra radicale li definisce “ Democristiani”. Ma chi sono in realtà i Democratici di Sinistra?
Va premesso che tale partito al suo interno ha svariate correnti, facendo una rapida analisi possiamo trovare i filo-comunisti (Salvi & Co), i liberal (D’Alema…), i riformisti (fassiniani) ecc.; personalmente lo definirei come il partito che occupa nel panorama politico attuale la posizione che nel passato avevano i socialisti di Craxi. Infatti il partito dei Democratici di Sinistra è cofondatore del Partito del Socialismo Europeo, aderisce all’Internazionale Socialista e si riconosce nelle idealità e nei valori del socialismo democratico.
La storia:
Il simbolo della Quercia appare sulla scena politica italiana nel 1991, quando viene fondato il Partito Democratico della Sinistra (PDS), in seguito allo scioglimento del P.C.I. Primo segretario del PDS fu Occhetto, dimessosi poi nel 1994 a causa della sconfitta alle elezioni politiche; alla guida del partito succede Massimo D'Alema, il quale con la sfiducia al governo Prodi diviene il primo Presidente del Consiglio post-comunista (anche se di comunista ha fatto molto poco…vedi co.co.co.), carica che manterrà sino al 2000. Segretario politico dal 2001 è Piero Fassino, che spinge ancora di più il partito nell'alveo della tradizione socialdemocratica, al punto da inserire nel simbolo del partito, il riferimento per esteso al "Partito del Socialismo Europeo".
Nel loro statuto, i d.s., “aderiscono con convinzione all’idea e alla pratica di uno stato laico e sono per una politica fortemente orientata a valori”. Per quanto riguarda questioni etiche quali: la vita umana, il nascere e il morire, le relazioni interumane, la non-violenza, il partito riconosce la libertà di coscienza di tutti.
Ancora lo statuto cita: “i Democratici di Sinistra si impegnano per il superamento delle disuguaglianze sociali e per la piena affermazione delle pari opportunità per ognuno. Il dispiegarsi delle libertà individuali trova la sua prima sede nelle dimensioni relazionali, familiari e comunitarie. In coerenza con questi valori, e con i principi della Costituzione Repubblicana, i Democratici di Sinistra assumono i diritti umani, i diritti di tutte le donne e di tutti gli uomini come criterio costitutivo della loro politica e si impegnano a promuovere una convivenza civile fortemente orientata allo sviluppo delle libertà individuali, al diritto di ogni donna e di ogni uomo a progettare e realizzare il proprio sviluppo umano e la propria cittadinanza civile e politica. Per i Democratici di Sinistra la cittadinanza è garanzia di diritti e di opportunità per gli individui e, insieme, assunzione di responsabilità di ciascuno verso la libertà degli altri e di tutti”.
Questo post è il frutto di un progetto di generica esposizone dei partiti delle politiche del 2006 esposto in http://gemsmiderland.blogspot.com/2006/03/guida-ai-partiti-delle-politiche-2006.htm
mercoledì, marzo 29, 2006
Una strage evitabile
Ecco un altro episodio di follia . Questa volta lo scenario dei delitti è Parma, dove Stefano Rossi, un giovane di 22 anni, ha ucciso una ragazza di 17 anni ed un tassista.
Le indagini devono ancora chiarire alcune cose, ma l’accaduto sembra comunque chiaro.
E’ un delitto passionale.
Stefano Rossi si è presentato alle 3.10 della notte tra martedì 28/03 e mercoledì 29/03 nella caserma dei Carabinieri di Fiorenzuola raccontando l’accaduto. Il giovane ha prima strangolato la diciassettenne Maria Virginia Fereoli, poi ha infierito su di lei per trenta volte con un coltello da cucina lasciandola morta in un parco. In seguito al delitto ha preso un taxi per andarsi a costituire ai Carabinieri, ma qualcosa è andato storto, infatti il giovane Rossi ha tirato fuori una Magnum 357 detenuta legalmente per fini sportivi ed ha sparato alla fronte del tassista Andrea Salvarani, di 51 anni, uccidendolo sul colpo. Dopo di che si è messo alla guida del taxi ed è andato dritto dai Carabinieri dove in principio ha raccontato l’accaduto per poi chiudersi in un ostinato mutismo.
In paese è noto che Rossi fosse un ragazzo difficile, anche se nessuno lo immaginava capace di tanto. Invece, a quanto pare, è bastata una passione non corrisposta per una ragazza a trasformarlo in un assassino a sangue freddo.
Come al solito nessuno tra i suoi conoscenti riesce a credere all’accaduto…
Mi viene da pensare che questa sia la solita storia del ragazzo difficile, una storia fatta di leggerezze e di gente che non riesce a percepire i segnali di pericolo che il ragazzo faticava a celare.
Un amico in una intervista dice che era un bravo ragazzo,e che “certo, quando si arrabbiava esagerava” , ma comunque un bravo ragazzo.
E questo non sarebbe un indizio? Chi ha dato l’autorizzazione a detenere una pistola ad una persona che, se preso dalla collera, diventava (per usare un eufemismo) difficilmente trattabile?
Forse è vero, è la solita storia, una storia che poteva essere evitata se le persone più vicine al ragazzo avessero trattato con serietà gli indizi che Rossi stava lasciando dietro di se.
Quando sento queste storie non credo mai che colpiscano come fulmini a ciel sereno, credo che qualcuno sapesse che quella pistola prima o poi avrebbe causato qualche brutto guaio.
Ma come sempre, come d’abitudine, continuiamo a dire tutti che era un evento imprevedibile, continuiamo a recitare la parte dei ciechi fino alla prossima strage che, si dirà, non si poteva prevedere…
martedì, marzo 28, 2006
Alleanza Nazionale
La storia: Nel 1995 a Fiuggi, c’è la cosiddetta "svolta governista" del Movimento Sociale Italiano, che, abbandonando la tradizione post-fascista ed allargando il partito a cattolici e conservatori, si spinge verso la destra conservatrice e liberale. Nel corso degli anni il leder indiscusso è Gianfranco Fini (tant’è che per queste ultime elezioni, A,N, ha deliberato che, nel simbolo da presentare alle elezioni, sia presente - a caratteri decisamente visibili - il nome di Fini); quest’ultimo dopo esser stato per anni il pupillo di Almirante (il quale credo, si stia girando nella tomba) ha abbandonato sempre più la propria origine di partito di destra post-fascista, condannando apertamente il fascismo e il nazismo, in un viaggio in Israele, definendoli - in riferimento alla tragedia dell'olocausto - come il "male assoluto del XX secolo", accantonando definitivamente il rischio di posizioni anti-ebraiche e aprendosi ad istanze prevalentemente moderate .Queste posizioni non vanno giù ad Alessandra Mussolini, nipote del leader fascista Benito, che decide di abbandonare il partito, fondando una nuova coalizione (Alternativa sociale) insieme ad altri movimenti neo-fascisti. Intanto si accentua lo scontro tra le correnti interne: - Destra Protagonista. Gli esponenti principali (chiamati dispregiativamente "berluscones") sono Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri; è la corrente più vicina al presidente del consiglio Berlusconi, condividendone l'impostazione liberale. E' la corrente di maggioranza del partito. - Destra Sociale. Capeggiata da Gianni Alemanno e Francesco Storace, è l'anima sociale del partito. Nel campo economico rivendica l'economia sociale di mercato. - Nuova Alleanza. Corrente fondata dal Ministro dell'Ambiente Altero Matteoli e caratterizzata dal forte appoggio nei confronti di Gianfranco Fini. Nello statuto Allenaza Nazionale si definisce: un Movimento politico che ha il fine di garantire la dignità spirituale e le aspirazioni economiche e sociali del popolo italiano, nel rispetto delle sue tradizioni di civiltà e di unità nazionale, nella coerenza con i valori di libertà personale e di solidarietà generale, nella costante adesione ai principi democraticied alle regole delle istituzioni rappresentative.
Alleanza Nazionale si riconosce nella cultura occidentale ed europea, e sviluppa il suo impegno politico promuovendo la pacifica convivenza di popoli, Stati, etnie, razze e confessioni religiose.
Alleanza Nazionale crede nella partecipazione popolare quale condizione prioritaria per l' incontro fecondo tra competenze, interessi, culture e professionalità.
Da ciò traspare un fiero nazionalismo, nonché un legame indelebile a valori quali chiesa e famiglia…
Questo post è il frutto di un progetto di generica esposizone dei partiti delle politiche del 2006 esposto in http://gemsmiderland.blogspot.com/2006/03/guida-ai-partiti-delle-politiche-2006.html
venerdì, marzo 24, 2006
Quattrocchi. Medaglia meritata?
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, su proposta del ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, ha conferito una medaglia d'oro al valor civile alla memoria di Fabrizio Quattrocchi, sequestrato e ucciso in Iraq il 14 aprile del 2004.
Molti i commenti che sono seguiti alla notizia.
Su tutti quello di Graziella Quattrocchi, sorella del contractor ucciso in Iraq. "Sono commossa, ho i brividi - ha detto poco dopo l'annuncio battuto dalle agenzie -. Ringrazio il presidente Ciampi e tutti gli italiani che hanno fatto proprio il sentimento di Fabrizio espresso con quella sua ultima semplice frase che ha risvegliato l'onore e l'orgoglio di essere italiani". Prima di essere ucciso, Fabrizio Quattrocchi si rivolse ai suoi sequestratori dicendo loro: "Adesso vi faccio vedere come muore un italiano". "Questa - ha aggiunto Graziella Quattrocchi - è un' ulteriore testimonianza del presidente Ciampi che ci ha sempre dimostrato il sentimento di ammirazione per il comportamento di Fabrizio, per il suo coraggio, per la sua coerenza e per l' amore che ha dimostrato per il suo paese".
"Io non sono d'accordo su questa medaglia", dice la Sgrena a proposito del riconoscimento assegnato al contractor ucciso dai ribelli iracheni. "Sono stata una di quelle che ha manifestato in piazza per la liberazione dei quattro ostaggi, però penso che si debbano fare delle differenze: un conto è se uno va in Iraq per un'azione nobile, un conto se uno va come mercenario; perché chi va per guadagnare dei soldi facendo il servizio di sicurezza, chiamiamolo come vogliamo, è un mercenario".
Le medaglie servono ai vivi non ai morti, servono per unire un popolo attorno alla figura di un grande uomo. Ma chi è in questo caso il grande uomo?
Perchè Quattrocchi andato in Iraq, non per costruire ospedali, strade, non per portare pace e amore, ma per 10 mila euro al mese, deve ricevere una medaglia d'oro al valor civile?
I morti di Nassyria?
Perchè le vittime di Nassyria, morte rappresentando le nostre istituzioni, con il tricolore sulla mimetica, andata in guerra con la convinzione di portare aiuto alla povera gente, non hanno ricevuto nulla?
Basta una frase in punto di morte per divenire un'eroe?
Oppure è una vita dedita al prossimo in maniera disinteressata, a fare di un uomo un eroe?
E' una medaglia strana, una medaglia che sa troppo di speculazione politica e vedere Ciampi regalare questa medaglia mi fa capire che il nostro presidente non capisce il significato di questo riconoscimento.
giovedì, marzo 23, 2006
Finalmente cieli sicuri?
Quante volte ci è capitato di andare in una agenzia di viaggi, prenotare una bella vacanza e poi, una volta arrivati in aeroporto, scoprire che ci è stato prenotato un volo di qualche compagnia aerea di dubbia sicurezza?
Questa era l’abitudine delle agenzie, perché utilizzando voli charter di compagnie secondarie si riuscivano ad abbassare notevolmente i prezzi dei biglietti.
E così, invece di salire sul nostro moderno ed affidabile aereo Alitalia ci trovavamo davanti al turboelica di una compagnia regionale di qualche paese sottosviluppato a chiederci se salire o meno.
Dal 22 marzo 2006 questo non è più possibile.
Non è più possibile perché è stata stilata una lista nera che comprende 92 compagnie aeree interdette dagli spazi aerei europei, e 3 compagnie con limitazioni nei nostri cieli.
Dopo una estate calda come quella passata era il minimo che potesse accadere!
Ci ricordiamo vari incidenti, troppi tutti insieme, come il Boeing 737 della compagnia Flesh Air con 148 persone a bordo caduto a Sharm el Sheikh, che aveva appena lasciato un gruppo di italiani a Venezia, e che era stato interdetto dallo spazio aereo svizzero ma non da quello italiano.
Oppure il turboelica della Tuninter partito da Palermo e precipitato in mare dopo un’ora di volo, che poi si è scoperto essere senza carburante perché i tecnici, in Tunisia, avevano montato gli indicatori del carburante di un aereo più piccolo, quindi con serbatoi meno capienti, che segnalavano i serbatoi pieni mentre c’era meno della metà del carburante utile.
Dopo questi ed altri incidenti si è deciso di fare pulizia. Chi si atterrà agli standard di sicurezza potrà sorvolare l’Europa, gli altri no! Si potrà uscire dalla lista solo previo approfondito controllo degli enti incaricati, quando cioè il livello di sicurezza si sarà livellato con quello molto severo europeo. Inoltre l'ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) consiglia di non volare con le compagnie presenti nella lista, anche fuori dall'Europa.
Così le agenzie non ci metteranno più davanti ad aerei obsoleti ed inadeguati, e noi potremo essere veramente tranquilli ogni volta che saliamo in aereo!
La lista nera, per chi fosse interessato, si può trovare sul sito dell’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) www.enac-italia.it
domenica, marzo 19, 2006
Partito della Rifondazione Comunista
In questo post sarà decritto il partito che nel nostro parlamento siede più a sinistra:il Partito della Rifondazione Comunista; lo statuto lo descrive come “Una libera organizzazione politica della classe operaia, delle lavoratrici e dei lavoratori, delle donne e degli uomini, dei giovani, degli intellettuali, dei cittadini tutti, che si uniscono per concorrere alla trasformazione della società capitalista al fine di realizzare la liberazione del lavoro delle donne e degli uomini attraverso la costituzione di una società comunista. Per realizzare questo fine il PRC si ispira alle ragioni fondative del socialismo ed al pensiero di Carlo Marx “
Negli ultimi anni questo partito ha fatto parlare molto di sé: formatosi durante la scissione del P.C.I., dopo anni passati all’ opposizione sale alla ribalta nel 1996 con il governo Prodi; come tutti sapete Bertinotti & Co. appoggiano inizialmente il governo Prodi, per farlo poi cascare due anni dopo, creando inoltre una scissione interna (con i Comunisti Italiani).
Passiamo quindi alla fase in cui i rifondaroli divengono i duri e puri della sinistra: sono contro tutti e tutti, partecipano attivamente al movimento No global, al Movimento dei Movimenti ecc. Tutto ciò fino alle ultime elezioni amministrative: Bertitnotti fa un passo indietro (o in avanti?) rispetto al passato, decide di appoggiare nuovamente l’Unione la quale stravince; da questo momento in poi, come per magia, Bertinotti non critica più Prodi, anzi ci va a cena insieme, ci si allea: notare la differenza rispetto al 1996, dieci anni fa Rifondazione appoggiava solamente Prodi (quindi aveva un programma diverso e non prendeva parte al governo) ora invece hanno lo stesso programma e se Prodi vincerà, rifondazione addirittura i suoi ministri!.
Quindi Rifondazione Comunista non si presenta a queste elezioni con un proprio programma: per aiutare l’elettore ad orientarsi, descriverò brevemente i suoi obbiettivi principali tratti dallo Statuto:
“I comunisti lottano perché‚ in Italia, in Europa, nel mondo avanzino e si affermino le istanze di libertà dei popoli, di giustizia sociale, di pace e di solidarietà internazionali; si impegnano per la salvaguardia della natura e dell'ambiente; perseguono il superamento del capitalismo come condizione per costruire una società democratica e socialista di donne e di uomini liberi ed uguali, nella piena valorizzazione della differenza di genere, dei percorsi politici di emancipazione e di libertà delle donne, nonché in difesa della piena espressione dell'identità e dell'orientamento sessuali; avversano attivamente l'antisemitismo e ogni forma di razzismo, di discriminazione, di sfruttamento”.
Nonostante siano più moderati rispetto al passato, “i rifondaroli”, ancora fanno scalpore, basti pensare che nelle proprie liste hanno candidato un noto Dj trans (Vladimir Luxuria) ed il capo dei No Global: Caruso.
Questo post è il frutto di un progetto di generica esposizone dei partiti delle politiche del 2006 esposto in http://gemsmiderland.blogspot.com/2006/03/guida-ai-partiti-delle-politiche-2006.html
sabato, marzo 18, 2006
Le risse di Campo de' fiori, esemplificazione della gioventù.
Campo de' fiori? no, campo di battaglia. Residenti e commercianti esasperati dopo l'ennesima rissa:"Qui regna il terrore"
Il titolo è preso dal Messaggero, l’articolo parlava delle risse che ormai sempre più spesso si scatenano a Campo de’ fiori, prendendo spunto dalla quella recente tra tifosi della Roma e del Middlesbrough. Sono due anni che sento questa storia ormai: prima c’era il “vaiolens” gioco che consisteva nel tirare una palla alta in mezzo alla piazza per poi far partire una rincorsa rugbistica al pallone, un calcio tu un calcio io, ecco che arriva lo spintone, ecco la rissa. Una volta grazie a questo passatempo partì una rissa con 4-500 persone a pestarsi e dovette intervenire la polizia con cariche, controcariche e lacrimogeni, come allo stadio. Poi il giochetto divenne famoso addirittura nel mondo e pare che ci vengano da Boston o Sidney, per dire, a Campo de’ fiori a vedere qualche rissa, qualche bottigliata perché si sa che quella è terra di nessuno. Fino ad arrivare ad oggi ove non è cambiato alcunché, anzi ormai la polizia è di casa a Campo de’ fiori e c’è chi già non ci fa più caso, i commercianti addirittura ringraziano domineddio se c’è una sola rissa, un ferito e quattro arresti, così riporta Panorama. A campo de’ fiori pare si possa trovare dal borgataro di Roma est al ragazzo bene in cerca di violenza da vedere. I giornali affermano che per la polizia è una zona di difficile gestibilità: i residenti che chiedono pace, i commercianti che hanno paura per gli incassi e per le forze dell’ordine è difficile trattare con turisti, gente comune che non si può pestare come alle manifestazioni. Un bel grattacapo, Campo de’ fiori. Ma del resto che ci possiamo aspettare da un popolo che ha nel palinsesto delle sue tv il grande fratello, la fattoria, musici farm, la talpa, amici se non un violento reality gladiatorio. Che ci possiamo aspettare da una gioventù tutta palestra e discoteca, una gioventù ammaliata dal rigurgito neofascista deglia anno ‘90 tanto da portarselo allo stadio, a scuola, all’università se non un meschino culto della violenza. Questi sono i figli della tv commerciale, in Italia nata negli anni ’80, che ha imposto trivialità e superficialità, sono i figli delle baby gang che imperversavano per le più grandi città d’Italia fino a poco tempo fa, fenomeno fortunatamente riassorbito, sono i figli della tv di Stato che si è fatta in maniera imbelle ma interessata imbarbarire e assorbire dalla logica aberrante della tv commerciale, tutta audience e pubblicità, mezzo d’informazione che ha perso la sua naturale funzione didattica. Sono quelli che truccavano il motorino, quelli che si comprarono il bomber. Oggi sono cresciuti e sono i ragazzi che vanno a campo de’ fiori o per fare a botte o per vedere fare a botte. Un problema l’ignoranza, la vacuità, il disinteresse, il cinismo. Una generazione x dove l’incognita sembra arrivare ad un risultato poco rassicurante. È tempo di tribune politiche, elezioni quindi di macro e microeconomia, irpef e sgravi fiscali, carovita e Stato sociale. Di loro non si parla, peccato.
giovedì, marzo 16, 2006
Considerazioni sugli scontri di Milano.
Violenza. Per andare contro chi crede nel manganello e nell’olio di ricino o nei regimi totalitari e nell’autoritarismo hanno preso bastoni, razzi, scudi. A volte prendono in mano le bandiere della pace per chiederla “senza se e senza ma”, come amano dire , a volte coltelli, bombe carta e catene. Sono convinti che un nuovo mondo è possibile, sono convinti che la pace in Iraq è una priorità e poi per impedire ai neofascisti di “Fiamma Tricolore” di manifestare hanno devastato tutto quello che hanno travato di fronte. Questi sono i ragazzi dei centri sociali, del movimento dei movimenti, i disobbedienti, i no global; fate voi. A Milano hanno dato vita a cruenti scontri con la polizia, hanno dato fuoco ad una decina di macchine di privati, hanno saccheggiato qualche negozio e come al solito attaccato il Mcdonald. Non ti può non venire in mente allora di quando si erano inventati (reinventati in realtà) l’esproprio proletario ai danni del supermercato Panorama a Roma. Rubarono telefoni cellulari, computer, elettrodomestici per contestare il carovita e la flessibilità. Non farina, acqua, pasta, beni di prima necessità ma cellulari e computer. Questa è rapina, non esproprio proletario! Così, il parallelo è immediato, è presto detto che a Milano non c’è stata contestazione ma devastazione. A Milano non è stato messo in ginocchio lo Stato “complice dei fascisti” ma qualche privato che dovrà ripagarsi la macchina (vedi il carovita!). Sempre così, loro i ragazzi dei centri sociali, i disobbedienti, si cercano un nobile fine per poi farci tutte le nefandezze di cui sono capaci. Saccheggiarono anche la Feltrinelli a Roma. Esproprio proletario si disse anche allora, “la cultura non ha prezzo” qualcuno urlò. Vero, ma perché non c’è soldo che la può pagare non perché si può trafugare! Fini nobili e loschi, slogan, semplificazione del messaggio politico, arroganza, prepotenza, diritto di inventarsi diritti: i ragazzi dei centri sociali, insomma. Così anche stavolta tutto il centrosinistra pagherà per loro, potrà essere criminalizzato.
martedì, marzo 14, 2006
Ma è politica o tifo da stadio?
Scontri in diretta, messaggi pepati, duri attacchi, battute al vetriolo…no, non siamo in quel periodo prima di un derby nel quale i tifosi si sfottono al bar e le dichiarazioni rimbalzano dal capitano di questa squadra al leader di quella. E’ difficile crederci, ma questo è il periodo pre-elettorale!
Come è possibile che non si riesca a distinguere uno scontro politico da uno sportivo (sia esso tra due squadre di calcio, di rugby o tra due pugili) se non dalla prestanza atletica dei contendenti?
L’intervista dell’Annunziata a Berlusconi ha evidenziato come i politici non vogliano sentirsi rivolgere domande pericolose, sconvenienti, impreviste, ma solo domande calcolate, mirate a far dire quello che già si era deciso di dire in precedenza, domande che tocchino punti fissati da qualche esperto comunicatore che segue il politico gridandogli “dall’angolo” cosa dire e cosa non dire, come un coach… parole pesate, calcolate attentamente, nulla è lasciato al caso.
In tutto questo turbinio di insulti, diffamazioni, scandali, accuse e difese, chi ha capito quali siano i programmi elettorali?
Tutti parlano di quello che si è fatto, non si sentono altro che monologhi su tutto quanto di buono abbia fatto la destra fino ad ora, o su quanto non abbia fatto, sulla sinistra che non ha combinato niente o sulla sinistra che ha svolto un ottimo lavoro, ma il futuro?
Chi ha sentito parlare del futuro ?
Finalmente, nell’attesissimo face to face tra leaders, Prodi ha parlato di alcune cose fondamentali, ad esempio l’intenzione di seguire le direttive dell’ONU per le controversie internazionali, mentre purtroppo Berlusconi ha continuato a fornire una montagna di numeri e a parlare di quello che non ha fatto o che ha sbagliato la sinistra senza fornire un quadro esauriente delle proprie intenzioni.
Forse dopo questa sera la nebbia si è leggermente diradata, ma resta lo stupore riguardo alla conduzione da ambo le parti di questa bislacca (per usare un termine caro al Premier) campagna elettorale che sta lasciando molti più dubbi che certezze su una questione fondamentale quale il futuro del nostro paese, sul quale ci piacerebbe decidere in maniera almeno consapevole.
lunedì, marzo 13, 2006
Berlusconi vs Annunziata
Cliccare sotto per vedere la puntata di "in mezzora" con l'intervista a Berlusconi finita in scontro
http://www.raitre.rai.it/videoInMezzora/1,,12-03-2006,00.html
Pubblicato dal sito de "la Rosa nel Pugno" il post a proposito dell'ora di corano a scuola.
ps
un ringraziamento da parte di Gem Smider
sabato, marzo 11, 2006
Onorevoli condannati
Berruti Massimo Maria (deputato FI)
Biondi Alfredo (deputato FI)La sentenza di condanna a suo tempo resa dal tribunale di Genova nei confronti di Alfredo Biondi è stata revocata in data 28 settembre 2001 per intervenuta abrograzione del reato.
Bonsignore Vito (eurodeputato UDC)
Bossi Umberto (eurodeputato Lega Nord)
Cantoni Giampiero (senatore FI)
Carra Enzo (deputato Margherita)
Cirino Pomicino Paolo (eurodeputato Udeur)
Dell'Utri Marcello (senatore FI)
Del Pennino Antonio (senatore FI)
De Michelis Gianni (eurodeputato Socialisti Uniti per l'Europa)
De Rigo Walter (senatore FI)
Frigerio Gianstefano (deputato FI)
Galvagno Giorgio (deputato FI)
Jannuzzi Lino (senatore FI)
La Malfa Giorgio (deputato PRI)
Maroni Roberto (deputato Lega Nord)
Rollandin Augusto (senatore Union Valdotain-DS)
Sgarbi Vittorio (deputato FI, passato al centrosinistra)
Salini Rocco (gruppo misto) Nuovo
Sodano Calogero (senatore UDC)
Sterpa Egidio (deputato FI)
Tomassini Antonio (senatore FI)
Visco Vincenzo (deputato DS)
Vito Alfredo (deputato FI)
per saperne di più cliccare nel link sottostante
http://www.beppegrillo.it/documenti/onorevoli_wanted.pdf
venerdì, marzo 10, 2006
L'ora di corano a scuola...oppio dei popoli per tutti!
Il cardinale Martino ha recentemente detto ai microfoni del tg2
«Se in una scuola ci sono cento bambini di religione musulmana, non vedo perché non si possa insegnare loro la religione». «Questo - ha aggiunto - è il rispetto dell'essere umano>>
Affermazione che trova spazio esclusivamente se si danno a queste parole il senso di chi crede di fare pure il gioco suo. Sì perché così facendo si radicherebbe ancor più l’idea che un cittadino deve aver, in quanto tale, un credo. È evidente che da una società in cui vengano esaltate le diversità di confessione la chiesa cattolica ha solo da guadagnarci poiché la più grande sua preoccupazione è quella dell’allontanamento generale dal misticismo. Quale metodo migliore per far fronte a questi problemi che ingenerare la convinzione che “noi” siamo i cattolici e “loro” i musulmani? Quale metodo migliore per ridare importanza all’ora di religione che metterla in connessione con temi di grandi attualità, che porla come rivendicazione di identità? Il cardinale Martino quindi facendo la parte del tollerante non porta altro che acqua al suo mulino, che, ripeto, solo contrapponendosi con altre confessioni, in particolar modo con quella più discussa oggigiorno, può rifocillarsi. La proposta non può che apparire interessata dal momento in cui con l’eventuale attuazione d’essa non si avrebbero che sétte di studenti, che nel momento (cruciale) della loro vita ovvero la scolarizzazione si vedono scindere in gruppi confessionali con il conseguente isolamento culturale che questo creerebbe. Avremo allora comunità sempre più chiuse, sempre più non abituate ad avere percorsi esistenziali paralleli, sempre più abituate a percepire gli “altri” come diversi, estranei. L’ora di religione appartiene ad un mondo passato, non certo alla moderna concezione di laicità dello Stato. Essa è, come l’esperienza degli studenti insegna, l’ora meno importante, più vuota tra tutte quelle presenti nell’orario. La sua abolizione è auspicabile nonché utile, visto che si potrebbe spendere quell’ora in più formative attività. E se proprio non si può non soddisfare il presunto anelito dell’uomo all’infinito, allora sembra buona la proposta di Capezzone (La Rosa nel Pugno) di fare un' ora di storia delle religioni.
Su due punti secondo me la chiesa cattolica invidia l’islam: i regimi teocratici e il fanatismo. Il secondo si può creare con lo scontro di civiltà, il primo coi fanatici stessi. Un primo passo per tutto questo è la proposta del cardinale Martino.
giovedì, marzo 09, 2006
La religione del cargo.
Sono venuto a conoscenza da un documentario in tv che stavo vedendo ben poco prima di dormire di una religione bislacca ma affascinante: la religione del cargo (cargo cults). Questo tipo di religioni (ve ne sono più di una con simili caratteristiche) sono caratteristiche degli aborigeni delle zone della Nuova Guinea e limitrofe. Esse si basano sulla considerazione che gli aerei cargo siano mandati dagli antenati per portare beni destinati alle popolazioni melanesiane che gli uomini bianchi slealmente prendono per farli propri. Gli
Vedere nel documentario gli aborigeni che accendono al tramonto i fuochi messi ai lati della pista è stata un’emozione.
Questa tipologia religiosa è stata scoperta dai soldati australiani nel 1946.
Credo che questa religione ci faccia riflettere sia sull’invadenza dell’uomo occidentale sia sulla genesi delle nostre note religioni.
martedì, marzo 07, 2006
Terribile è l'ira del mansueto.
Massimo Fini da L'Europeo del: 11/03/1988
II lettore conoscerà probabilmente la storia, cui i quotidiani hanno dato ampio risalto, di Piero De Negri, il tosacani della Magliana, da tutti chiamato con malcelato disprezzo «er canaro», che ha torturato nel più orrendo dei modi il giovane Giancarlo Ricci, un ex pugile che da tempo lo angariava. Incatenata la sua vittima, De Negri, con un tronchesino, gli ha amputato i pollici e gli indici e, cospargendole di benzina, ha dato fuoco alle ferite. Poi con le forbici ha ritagliato la faccia del Ricci, le orecchie, la punta del naso «in modo simmetrico come faccio per i cani, volevo che assomigliasse a un cane». Prima gli ha mozzato la lingua, il pene, le palle e, disserrando le mascelle della vittima con un pappagallo, glieli ha cacciati in gola. E mentre quello moriva soffocato, «er canaro» ha raccolto i mozziconi delle dita e li ha ficcati uno nell’ano, gli altri negli occhi del morto. Poi gli ha aperto a martellate la calotta cranica e vi ha versato dentro shampoo per cani. Per comprendere questo massacro si sono tirati in ballo la droga, la follia, i rituali mafiosi, la disgregazione morale e sociale di un quartiere come la Magliana. Può darsi che qualcuna di queste componenti abbia giocato un ruolo. Ma non è questo il nocciolo della questione. Il delitto del «canaro») è molto più vicino a noi, a ognuno di noi, di quanto non si pensi. È la rivolta di «cane di paglia», del debole e del mite che a un certo punto esplode incontrollabile contro i soprusi d’una vita. Piero De Negri, infatti, prima di essere carnefice era stato vittima. Quattro anni fa col Ricci compie una rapina. Si fa dieci mesi di carcere, perde, per questo, la moglie e la figlia, che ama, ma non fa il nome del complice. Quando esce va da Ricci per avere la sua parte di bottino, ma quello gli ride in faccia e lo riempie di botte. E continuerà a dargliele, con quell’arroganza impunita da gradasso, da ex pugile, da uomo grande e forte. con la quale del resto terrorizza l’intero quartiere. Di questa prestanza fisica Ricci fa continuo uso sul «canaro». piccolo, mingherlino, docile, rassegnato, irridendolo e umiliandolo in tutti i modi. Quando qualcuno ruba al «canaro» lo stereo, Ricci gli propone di farglielo riavere per 200 mila lire e, intascatele, non gli restituisce nulla, anzi, ghignando gli fa sapere che il ladro è proprio lui. È l’ultimo spregio che fa traboccare un vaso troppo colmo. Anche chi è disposto a riconoscere qualche giustificazione al De Negri non riesce a capacitarsi dell’orrendo rituale della tortura. E invece è proprio questo che occorre al «canaro». La morte non gli basta, anzi, in un certo senso, lo ostacola. Nell’antico poema indiano Mahabharata, Bhima, dopo aver tagliato il braccio del nemico e averlo con quello stesso braccio schiaffeggiato, dopo avergli sfondato il petto, troncata la testa e bevutone il sangue, ha un ruggito di furore deluso: «Che altro mi resta da fare? La morte ti difende!». Per contraccambiare il suo rivale delle umiliazioni che ha sofferto per anni, per fargliele assaporare fino in fondo, De Negri deve ritardarne il più possibile la morte. E infatti, per il «canaro», più importanti ancora delle mutilazioni fisiche che infligge al «pugile» sono quelle morali, sono le frasi che gli dice per irriderlo, per umiliarlo, per destituirlo come uomo così come l’altro aveva fatto con lui. Quando gli tronca le dita gli domanda: «Ma che gli hanno fatto ar pugile? Chi è stato? Chi ha osato?». E quando gli taglia i genitali, si china all’orecchio della sua vittima allo stremo e sussurra: «A Giancà, ma quale uomo, ora sei un femminiello!». L ‘uomo oramai è solo lui, finalmente, «er canaro». E in un certo, tremendo, senso ha ragione. Ho visto due foto di Piero De Negri. prima e dopo il delitto. Prima aveva un aspetto da orfanotrofio, da vittima designata, dopo, per usare un’espressione di Sartre a proposito d’un omicida, «il suo volto splendeva come un incendio». Attribuire a De Negri l’«infermità mentale», significa rendergli un’ingiustizia, restituirlo al suo ruolo di eterna vittima, di «canaro», togliere al suo atto il profondo senso che ha per lui. E infatti De Negri, interrogato dai giornalisti, a mente lucida e senza cocaina in corpo, ha detto: «Lo rifarei». Non voglio con ciò giustificare la mattanza della Magliana e togliere orrore a una vicenda che ne è colma. Dico solo che questa storia non è folle. È umana, molto umana e ha a che fare con quel pendolo fondamentale della nostra vita che è il sadomasochismo, il quale non si esercita solo nelle botteghe per cani ma anche, sia pur in forme meno truculente ed evidenti, più acculturate, negli uffici, nelle fabbriche e nella vita d’ogni giorno. E credo anche che la vicenda della Magliana contenga un suo insegnamento. Ci sono dei limiti oltre i quali anche l’arroganza, la prepotenza, la sopraffazione dei più forti nei confronti dei miti, dei deboli, degli eternamente sconfitti non può andare senza incendiare il «cane di paglia». E terribile, dice la Bibbia, è l’ira del mansueto.
L'UDC.
Le radici del partito
All'inizio del periodo definito seconda repubblica, la Democrazia Cristiana (DC) si trova in grave crisi. Lo scandalo di tangentopoli l'ha travolta e la strategia per le elezioni che consegneranno il Paese alle nuove forze capeggiate da Silvio Berlusconi creano una profonda crisi nella "Balena Bianca".
La spaccatura è tra le correnti più conservatrici e quelle più progressiste. Mentre le seconde restano all'interno della DC che muterà nome chiamandosi Partito Popolare Italiano (PPI), le prime si staccano e si presenteranno alle elezioni politiche del 1994 nello schieramento del Polo delle Libertà col nome di CCD (Centro Cristiano Democratico), fondato da Pier Ferdinando Casini.
Dopo aver corso alle elezioni politiche del 1994 come alternativa ai due poli ed aver ottenuto solo l'11%, il PPI si spacca in due correnti. La corrente minoritaria facente capo all'allora segretario del partito, il professor Rocco Buttiglione, fonda il CDU (Cristiani Democratici Uniti) e, nel 1996, si unisce al Polo per le Libertà di Silvio Berlusconi, come il CCD. Il PPI deciderà invece di unirsi alla sinistra per fondare l'Ulivo.
Alle elezioni politiche del 2001, il CCD e il CDU partecipano entrambi nell'ambito della coalizione della Casa delle Libertà e alla Camera, nella quota proporzionale, presentano liste comuni (dette anche del Biancofiore), avviando il processo di unificazione che si realizzerà l'anno successivo.
Alle stesse elezioni politiche, partecipa anche il movimento di Democrazia Europea, sostenuto da Sergio D'Antoni e dall'illustre contributo di Giulio Andreotti, esponente storico della DC. Democrazia Europea si presenta al di fuori dei due poli, ma nel 2002 collaborerà con CCD e CDU nella costituzione dell'UDC, aderendo alla coalizione di centrodestra.
La nascita: 6 dicembre 2002
All'atto della sua costituzione, l'UDC elegge Marco Follini come suo segretario, mentre Buttiglione ne è presidente. Il partito è parte integrante della coalizione di centrodestra che governa il Paese (vedi Governo Berlusconi II): Pier Ferdinando Casini è presidente della Camera dei deputati, Buttiglione ministro per le Politiche comunitarie e Carlo Giovanardi ministro per i Rapporti col Parlamento.
Nel 2004, D'Antoni decide di abbandonare l'UDC e la CdL per aderire al progetto politico di Uniti nell'Ulivo e schierandosi con la Margherita, che lo candiderà alle elezioni suppletive della Camera nel collegio di Ischia. D'Antoni ritiene "fallito" il progetto politico della CdL e "inefficace" l'azione di governo per il Mezzogiorno. La base e i parlamentari di Democrazia Europea, tuttavia, decideranno di rimanere per la maggior parte all'interno dell'UDC.
Elezioni europee 2004: debutto elettorale dell'UDC
Le elezioni europee del 12 e 13 giugno 2004 sono un appuntamento molto atteso dai centristi dell'UDC, che devono dimostrare la consistenza elettorale del soggetto politico: l'UDC raccoglie più consensi rispetto alle sommatorie del passato e supera la Lega Nord, diventando il terzo partito della coalizione alle spalle di Forza Italia e An: con 2 milioni di voti, raccoglie il 6%.
Follini vicepresidente del Consiglio
Nel seguito della legislatura, lo stesso Follini entrerà nella squadra di governo come vicepresidente del Consiglio per dare maggiore visibilità all'UDC e con l'intento di "raddrizzare" le politiche del governo, a suo avviso troppo condizionate dalla Lega. Follini, tuttavia, rimane in carica soltanto per pochi mesi: dal 2 dicembre 2004 fino al 15 aprile 2005, gli ultimi 134 giorni (dei 1422) del secondo governo Berlusconi.
Contemporaneamente alla nomina di Follini a vicepresidente, cresce la presenza dell'UDC nell'ambito della squadra di governo: Mario Baccini viene nominato ministro della Funzione pubblica.
Le elezioni regionali e la crisi di governo
Alle elezioni regionali del 3 e 4 aprile 2005, l'UDC conferma la sua forza ma la sconfitta della coalizione di centrodestra è palese: l'Unione si aggiudica 12 regioni su 14, e così scoppia la crisi di governo.
A porre i primi problemi è proprio l'UDC che, dopo un paio di settimane, chiede un rinnovamento dell'azione di governo ed annuncia il ritiro dei suoi ministri dall'esecutivo. Poco dopo anche AN farà la stessa cosa. Berlusconi è costretto a dimettersi e a costituire un nuovo governo (il Governo Berlusconi III), che ritrova l'unità della coalizione ed avvia una serie di politiche per il Mezzogiorno.
Follini non accetta più l'incarico di vicepresidente, preferendo dedicarsi alla guida del partito. Buttiglione viene promosso a ministro "col portafoglio", acquisendo la delega ai Beni Culturali; Giovanardi e Baccini restano al loro posto.
L'UDC, anima critica della coalizione
A luglio si svolge il congresso nazionale: il momento più atteso è la relazione del segretario nazionale Follini che si contraddistingue come anima critica della CdL, evidenziando i traguardi ma anche le inadempienze della coalizione di governo. Sulla stessa lunghezza d'onda Casini, che sostiene Follini e apprezza la sua azione a capo dell'UDC.
In questa fase, l'UDC è tra i sostenitori della formazione di un nuovo partito unitario dei moderati, già proposto da Berlusconi per aggregare tutte le forze moderate del centrodestra, progetto al quale guardano con favore anche Forza Italia e An. Il partito chiede un ritorno al sistema elettorale proporzionale, che la CdL - contando sulla sua maggioranza parlamentare - riesce a concretizzare nel mese di ottobre 2005, ma ciò costa le dimissioni del segretario Follini.
Questo post è il frutto di un progetto di generica esposizone dei partiti delle politiche del 2006 esposto in http://gemsmiderland.blogspot.com/2006/03/guida-ai-partiti-delle-politiche-2006.html
lunedì, marzo 06, 2006
SVAGO. Odi et amo: Pro Evolution Soccer 5
---W fifa! Pes merda!!!!--- Ero un amante del pro evo ma quando hanno fatto il 5 ... mi è caduto dal cuore.. si fanno solo gol a culo!! solo su casualità!! KE CAGATA DI GIOCO!!! Poi dite che è proprio simulazione di una partita reale... ma che caxxo dite??? avete visto che succede quando provate a fare uno scatto in avanti verso la porta avversaria???? il giocatore scatta dietro, và in obliquo o fà scattini su e giù.... avete mai visto in una partita reale sta cosa... io vedo Henry, Ibrahimovic, Sheva, Adriano e altri puntare decisi in avanti allungarsi il pallone e segnare.. qui invece se schiacci il pulsante per correre si interrompono.. fanno scattini del caxxo!! per nn parlare dei passaggi... la passano dove caxxo gli pare.. tu direzioni verso un giocatore ... loro la passano per prati –--io ho cominciato un campionato master con l'arsenal.. ma caxxo tutti i rimpalli a favore dell'avversario... e poi ogni due minuti sempre fallo!.. ogni contatto è fallo!!... e ke palle!!!ente dove stracaxxo gli pare!! rispetto al 4... un passo indietro...anzi due passi indietro.. CHE DELUSIONE!!! SCUSATE PER LO SFOGO!!! :/--- miiiiiii che fastidio!! + ci gioco + mi rendo conte che al 4 vinceva il + forte, al 5 vince chi ha + culo!!! CHE FASTIDIO!!!--- quando cerchi di scattare in avanti ogni volta fà dei movimenti innaturali!!!!
D’altro canto non mancano nemmeno le lodi anzi probabilmente sono la maggior parte, però le critiche sono tante. Gli si critica in particolar modo casualità, giocabilità, velocità e la permanente assenza come nelle altre edizioni dei nomi per tutte le squadre. Per giocare col Cagliari bisogna prendere le Teste di Moro… Inoltre le squadre sono davvero poche se confrontate con quelle di fifa. Insomma la tipica situazione della cosa che divide, o si odia o si ama.
sabato, marzo 04, 2006
Nemici di Maria De Filippi... e pure di Costanzo.
Da quando ho conosciuto persone che mi dicevano che Costantino è una persona intelligente e furba perché ha sfruttato i binari che la tv gli ha offerto ho capito che nel mondo c’è qualcosa che non va. Quel qualcosa è il duo terribile Maria De Filippi & Maurizio Costanzo. Tutto dico tutto il più marcio della tv appartiene ai loro programmi. Tronisti, espulsi dalla casa del grande fratello, medium, astrologi, ragazzi che fanno un’accademia d’arte del litigio, piagnucolanti lettere per improbabili destinatari, travestiti, nani e ballerine. Questo sono i loro programmi. Amici di Maria De Filippi tra i vari però è quello che reputo più pericoloso per via del suo target di pubblico, i ragazzi, gli adolescenti. Come sappiamo nell’accademia che dovrebbe scoprire nuovi talenti non si fa altro che litigare, parlare male dell’altro, piangere d’isteria, urlare, minacciare, intimidire. Un bell’inno all’arrivismo. Arrivare primo è tutto pure se sei una persona di merda. Ma da oggi questi pruriti nei confronti del marito di Maurizio Costanzo non li ho solo io. Il MOIGE (movimento italiano genitori) e il Codacons si sono incazzati di fronte agli orribili spettacoli dell’androgino Maria. Soprattutto “amici”. Soprattutto dopo che una signora facente parte del pubblico attivo del programma (una delle trovate mefistofeliche per accrescere veleni, volgarità, intrecci di odi, commenti feroci e gratuiti; l’audience insomma!) ha giudicato uno dei protagonisti della scuola mezzo maschio col naturale (chissà perché) risentimento di Platinette, che da gran signora che è ha dato all’altra nobildonna in causa della stronza. Per noi può bastare così. Ora passiamo la parola al Codacons e al Moige in un articolo (bello) apparso su “Repubblica” :"E' davvero spiacevole ciò che è avvenuto ieri - ha denunciato il Codacons - e infatti sono numerose le segnalazioni di protesta che ci stanno giungendo da parte di telespettatori e genitori, amareggiati per le volgarità espresse in diretta tv". Il Codacons ha anche sottolineato di essere "dispiaciuto" per il fatto che "Platinette, uno dei personaggi più intelligenti e di cultura del panorama televisivo italiano, sia inciampato in questo spiacevole incidente". Critiche contro il programma sono giunte anche dal Moige. "Vorrei ben capire - ha dichiarato la responsabile dell'Osservatorio Tv del Moige Elisabetta Scala - che cosa pretende di insegnare l'accademia, sempre che così si possa definire, su cui si basa la squallida trasmissione Amici". "Molti genitori - sottolinea Scala - protestano perché nel programma si insegna l'arte del sotterfugio, del successo a tutti i costi e l'amicizia è solo una parola vuota da cui il programma prende nome". "In realtà - continua la responsabile del Moige - l'unica cosa che si insegna è la competizione esasperata e il successo a tutti i costi".
In definitiva, denunciano le associazioni, il pericolo di questi programmi consisterebbe nel loro valore diseducativo, soprattutto per le generazioni più giovani e più esposte alle insidie della "cattiva maestra" televisione. "Il programma - sottolinea ancora il Moige - è chiaramente destinato a bambini e adolescenti ed è uno dei più diseducativi e dannosi. Questo perché, volendo passare per leale competizione, è in realtà un esempio di disvalori, scuola di sotterfugio, aggressività e volgarità". Come dire, in questa bistrattata televisione italiana, che se non si riesce a limitare la volgarità, almeno non ci si privi della possibilità di indignarsi.